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Comunita

La Valchiavenna: geografia

 

 

 

La Valchiavenna situata al centro della catena montuosa delle Alpi, tra le Lepontine e le Alpi Retiche occidentali. A nord confina con il Canton Grigioni e a sud est con la Valtellina e le province di Como e Lecco.

Il fiume Mera è il corso d’acqua più importante: il fiume si unisce al torrente Mese e confluisce nel Lago di Mezzola che a sua volta fluisce nel Lago di Como. Il congiungimento tra il torrente del Lario e il fiume Mera segna il confine tra la Alpi Lepontine e le Alpi Retiche. I due succitati corsi d’acqua hanno diversi affluenti minori che formano una serie di valli laterali.

In Valchiavenna sono presenti diversi laghi artificiali, nati per esigenze idroelettriche.

In Valchiavenna ci sono diversi monti, il più importante è il Pizzo Stella che si trova in Val San Giacomo mentre il più alto è il Pizzo Tambò (3279 metri).

Foto: http://www.summitpost.org/pizzo-tamb/290842

La Valchiavenna è famosa per i suoi Valichi. Senza dubbio il più importante è il Passo dello Spulga che già nei secoli scorsi era snodo cruciale per il traffico delle merci e pertanto donò grande importanza alla Valchiavenna e la rese obiettivo sensibile di potenze come francesi e austriaci.

Una delle particolarità geografiche è rappresentata dalla palude che si trova nei pressi del lago di Mezzola e chiamata Pian di Spagna. La palude è luogo di ritrovo di svariati uccelli acquatici ed è una zona molto apprezzata dagli appassionati di bird watching che, durante l’anno, si recano lì per osservare lo spettacolo offerto dai tanti volatili.

 

 

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Incendio devasta i boschi di Chiavenna

 

È stata una notte di capodanno fatale, drammatica per i boschi di Chiavenna, devastati da un incendio che va avanti da giorni. Le fiamme hanno avuto origine nel territorio comunale di San Giacomo Filippo: probabilmente sono state originate da alcuni fuochi d’artificio fatti esplodere per salutare il 2016 e dare il benvenuto al 2017, oppure delle lanterne cinesi.

I fuochi d’artificio sono stati sparati nonostante un’ordinanza del comune lo vietasse, proprio per prevenire il rischio di roghi. I tanti appelli dell’amministrazione comunale e delle altre autorità sono evidentemente caduti nel vuoto. È bastato il gesto di pochi sconsiderati per distruggere ettari di vegetazione.

A ingaggiare la battaglia contro il fuoco e contro il tempo sono stati i Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Sondrio. È intervenuto anche un elicottero della Protezione Civile regionale. A complicare la situazione, ci ha pensato anche il vento che non solo ha reso difficoltoso il volo di elicottero e canadair, ma ha alimentato le fiamme.

I volontari del Cai (Club alpino italiano) hanno ripulito i sentieri per fare spazio ed evitare il propagarsi delle fiamme. Le indagini volte alla scoperta dei responsabili si sono concentrate su un gruppo di giovani che stava festeggiando il capodanno nella zona dove si è originato l’incendio. Pare che i ragazzi abbiano fatto esplodere alcuni fuochi artificiali e liberato delle lanterne cinesi.

A inchiodarli alle loro responsabilità, ci sarebbe anche un video, ora al vaglio degli inquirenti. Purtroppo ancora una volta la stupidità di pochi incoscienti, ha messo a repentaglio la vita di tante persone e distrutto uno dei boschi più belli d’Italia.

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La Valchiavenna: storia

 

 

La Valchiavenna è abitata fin dall’era preistorica. Alcuni scavi hanno portato alla luce ritrovamenti amnesi litici datati tra il 9000 e il 7000 A.C., nel periodo Mesolitico. Le prime tribù che abitavano la zona erano dedite alla caccia ma dopo il periodo di conversione, furono la pastorizia e l’agricoltura le attività principali di sostentamento.

I primi traffici commerciali per la valle ebbero inizio nel decimo secolo, dunque durante il Medioevo. In quel periodo Chiavenna, che faceva parte del Regno d’Italia, divenne un importantissimo snodo commerciale per il transito delle merci.

 

Nel 1226, per agevolare il trasporto delle merci attraverso il Passo della Spulga, venne costruita una strada tra Campodolcino e Madesimo. Grazie alle intense attività commerciali che avevano luogo, Chiavenna si sviluppò urbanisticamente. Nel 1500 Valchiavenna è sotto il dominio del Ducato di Milano ma con la conquista di quest’ultimo da parte del Re di Francia, Luigi XII, passa sotto il dominio dei francesi. La dominazione durerà 12 anni fin quando le Tre Leghe Grigie (il più grande dei cantoni svizzeri) conquistano il territorio sul quale si estende l’attuale provincia di Sondrio.

I funzionari del cantone si resero responsabili di diversi abusi e per calmare la popolazione fu istituito un tribunale per i crimini politici ma alla fine l’insurrezione popolare e la conseguente cacciata dei Grigi è inevitabile ma no in Valchiavenna che resta sotto il dominio elvetico fino al 1797. In quell’anno Napoleone costituisce la Repubblica Cisalpina della quale fa parte l’attuale territorio della provincia di Sondrio.

Dopo una breve occupazione austriaca, la Valchiavenna torna sotto il controllo dei francesi che poi la legano prima alla Repubblica Italiana (1802 – 1805) e successivamente al Regno d’Italia (1805 – 1814). Nel 1814 gli austriaci occupano la valle ma nel 1815 concedono l’annessione al regno Lombardo-Veneto.

Durante la dominazione austriaca si diffonde il verbo di Giuseppe Mazzini e la notizia dell’insurrezione milanese sono la spinta per un manipolo di uomini a cacciare l’invasore che purtroppo farà ritorno con gravi conseguenze per la popolazione, sancendo la fine della prima guerra d’indipendenza.

Con la seconda guerra d’indipendenza del 1859, gran parte della popolazione si arruola nell’esercito piemontese e insieme ai francesi e, tra il 20 maggio e il 4 giugno battono gli austriaci a Mombello, Pastrengo e Magenta. Il giorno seguente la vittoria di magenta la provincia di Sondrio è annessa al Piemonte. Alla fine della guerra d’Indipendenza, la Lombardia (e la Valchiavenna) passa al regno di Sardegna e, dopo l’Unità, al Regno d’Italia.

 

Grazie Daniele per l’aiuto!